IL FESTIVAL

Come Beethoven sognò l’Europa

Esiste un’identità europea?

Questa è la domanda che sta alla base di tutto il Festival Cristofori 2020. Nei mesi di chiusura, molto si è riflettuto sul nostro mondo, connesso e internazionale, e molti si sono accalcati a riflettere sulle sorti dell’Unione Europea come se fosse unicamente una questione di vantaggi e svantaggi economici. Ma il Progetto Europeo è molto di più: è un sogno che artisti, musicisti e uomini di cultura hanno coltivato per secoli, mentre i percorsi della storia si intrecciavano indissolubilmente tra popoli e culture. Tra questi spicca uno dei nomi più grandi della cultura occidentale, quello di Ludwig van Beethoven, che oltre 200 anni fa rivendicava con forza il suo diritto a sentirsi figlio della sua nazione e del mondo intero, affidando alle note un messaggio e una tensione etica e morale che hanno dilatato per sempre i confini del far musica. Cent’anni fa, il grande scrittore Hugo von Hofmannsthal affermava a gran voce il ruolo di Beethoven come grande europeista in un’Europa funestata dalla Prima Guerra Mondiale. E due anni dopo Thomas Mann pronunciò il suo discorso sulla Repubblica tedesca, che sarebbe poi stato il primo dei suoi Moniti all’Europa proprio presso la Sala Beethoven di Berlino.

Beethoven divenne un simbolo e non per caso. Non è infatti un caso che fin dal tardo ‘700 Beethoven desiderasse musicare l’Ode alla Gioia di Schiller, progetto che giunse a compimento dopo oltre vent’anni con la Nona Sinfonia. Nona Sinfonia il cui celebre, ultimo tema si rincorre per l’intera vita del compositore di Bonn, fino a incontrarsi con il testo di Schiller e coronare una delle importanti composizioni dell’intera storia dell’umanità, dal ’72 eletta a Inno dell’Unione Europea e dal 2001 a Memoria del Mondo per l’UNESCO.

Ci sembrava dunque più che naturale che la città che ha dato i natali all’inventore del pianoforte, lo strumento così amato da Beethoven, che festeggia nel 2020 la sua elezione a Capitale Europea del Volontariato e i 300 anni dal pianoforte più antico del mondo, omaggiasse il grande Ludovico van sfidando l’emergenza pandemica con un Festival che approfondisse l’evoluzione del suo messaggio attraverso due grandi pilastri della sua produzione: la Terza Sinfonia “Eroica” (nella versione per quartetto con pianoforte di Ferdinand Ries, allievo di Beethoven) e la Nona Sinfonia (nella titanica versione per pianoforte solo di Franz Liszt). Queste due colonne saranno accompagnate da un’esplorazione dei repertori più celebri e più ricercati per pianoforte solo e per pianoforte e voce, in un Festival ricchissimo di eventi che dall’1 settembre arriva fino al 16 di ottobre.

Per portare su un livello ancora più approfondito il dibattito europeo, il Festival Cristofori è realizzato in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia e con Padova Capitale del Volontariato, con cui saranno organizzati dei momenti di discussione e riflessione sul tema Europa, Cultura e Solidarietà.

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GLI ARTISTI

Maurizio Baglini, Laboratorio Musicale Italiano, Quartetto Werther, Simone Ivaldi, Serena Valluzzi, Duo Legner-Andreoli, Nicola Pantani, Diego Morano, Roberta Pandolfi, Sofia Tapinassi, Roberto Martinelli e il vincitore della borsa di Studio S. Lo Bello, Matteo Bortolazzi.
26 artisti parteciperanno al festival diffuso per tutta la città di Padova, attraverso due grandi pilastri della produzione beethoveniana: la Terza Sinfonia “Eroica” e la Nona Sinfonia (nella titanica versione per pianoforte solo di Franz Liszt). Queste due colonne saranno accompagnate da un’esplorazione dei repertori più celebri e più ricercati per pianoforte solo e per pianoforte e voce, in un Festival ricchissimo di eventi che dall’1 settembre arriva fino al 16 di ottobre.